Laboratorio di Ricerca

Maieuticocreativa

GOCCE D'ACQUA... LIQUIDA

"Perché questo luogo si chiama ACQUA... LIQUIDA? che significa?" chiese Gaia, una bambina di 7 anni che partecipava a uno stage organizzato nella casa-laboratorio dell'Associazione.

Per rispondere scegliamo la strada maieutica dell'osservazione-scoperta. In dei bicchieri di diversa forma e dimensione, - uno stretto a forma di calice, l'altro rotondo e largo - versiamo rispettivamente dell'acqua e un cubetto di ghiaccio. "Cosa vedete?" "Qui acqua e qui ghiaccio" rispondono i bambini coralmente, additando l'uno e l'altro bicchiere.

Dopo aver versato l'acqua nel bicchiere rotondo e largo e il ghiaccio in quello a forma di calice chiediamo: "adesso cosa è successo?". Un po' di perplessità e poi "l'acqua... si è allargata!" esclama Fabrizio, un bambino di 5 anni, "si è anche abbassata, il ghiaccio però è rimasto lo stesso!" incalza Francesca. "E questo a cosa vi fa pensare?" Segue una discussione nella quale emergono una serie di concetti-chiave legati alle qualità dell'acqua sia allo stato liquido che solido: durezza, morbidezza, rigidità, adattabilità... sino a quando Gaia "ma allora volete dirci che dovremmo essere come l'acqua?" E quando l'indomani Andrea a tavola si rifiuta di mangiare la minestra qualcuno bisbiglia "certo, noi siamo ancora un po' ghiaccio!".

Versiamo dell'acqua limpida in un bicchiere e dell'acqua torbida in un altro e chiediamo: "e adesso cosa vedete?" "Acqua pulita qui e sporca là" rispondono i bambini.

Davanti ai loro occhi mettiamo un sassolino in ciascun bicchiere . "E ora?", chiediamo. "Qui il sassolino si vede bene, qui no". "Cosa ci dice questo?". Altra discussione... poi Caterina "Vuol dire che dobbiamo essere sinceri?..."

Agli adulti-educatori che ci rivolgono la stessa domanda "Perchè ACQUA... LIQUIDA?" siamo soliti rispondere rimandando loro altre domande "Cosa vi colpisce?, a cosa vi fa pensare?"

E le risposte raccolte sono eterogenee. "Penso alla vita", "l'associo alla trasparenza", "allo scorrere", "alla flessibilità", "al fluire", "alla sinuosità". "La caratteristica della liquidità, propria dell'acqua, mi fa pensare ad una quantità indefinita di gocce che possono separarsi e riunirsi in qualunque istante e al contempo assumere assieme la forma di qualsiasi contenitore..."

Sono i principi educativi e formativi a cui pensavamo quando decidemmo di dare un nome metaforico all'Associazione.

Contenere e al contempo, in quanto educatori, divenire contenuto e assumere tutte le forme proprie dell'altro, a una a una, nessuna esclusa. Coevolvere. Cambiare, trasformarsi senza perdere identità e, così come l'acqua, rigenerarsi nel "movimento", nel confronto, nello scambio, ma anche nello scroscio fragoroso dello scontro, del conflitto. Entrare nella perturbazione annebbiante delle emozioni che rende torbidi, opachi, offuscati, riuscendo a renderle visibili, a manifestarle, e poi, così come l'acqua, a lasciarle sedimentare per ritornare a far rispecchiare in tutto il suo splendore la propria trasparenza affettiva, cognitiva, relazionale. Stare assieme, essere flessibili, cooperare, integrarsi creativamente nel rispetto delle differenze.

In coerenza con le finalità educative che prefigurano una formazione integrale riteniamo che l'azione educativa debba fare immergere l'individuo in percorsi capaci di favorire lo sviluppo della dimensione personale e postuliamo che l'adulto-educatore debba attraversare in modo isomorfo l'impianto metodologico che riproporrà nella pratica quotidiana.

Il Laboratorio, l'osservazione, il metodo maieutico, l'apprendimento per soluzione di problemi, la Ricerca-Azione, la discussione, il gruppo, l'analisi dei casi, e più in generale i metodi della pedagogia attiva, sono i bacini per l'assorbimento condiviso dei contenuti proposti negli stages organizzati dall'Associazione, stages in cui confluiscono tematiche trasversali necessari a chi, adulto o bambino, voglia attingere e dissetarsi alla sorgente della relazione educativa:

"Osservazione e ascolto", "Comunicazione e conflitti", "Disturbi della comunicazione", "Corpo e comunicazione non verbale", "Dal corpo alla parola", "Corpo e linguaggi nella pratica educativa" "Lavorare in gruppo", "Gestione della classe", "Organizzazione del pensiero", "Pedagogia musicale", "Autobiografia personale-professionale"

La siccità di simili proposte propria del territorio che ci circonda fa si che le gocce di esperienze vissute in questo luogo vengano assorbite rapidamente. Si corre il rischio di generare un germogliare rigoglioso di motivazioni destinate ad appassire rapidamente. Necessita tracciare canali di collegamento, scavare pozzi di risorse di cui è ricco il nostro ambiente ma la cui trivellazione si rende ardua data la natura rocciosa delle incrostazioni che li ricoprono.

Goccia su goccia anche il terreno più arido si dispone a divenire fertile. L'incontro ci stimola a ricercare altri contatti, scambi, confronti.

Fuori metafora: Libera DOLCI (Presidente dell'Associazione, insegnante e animatrice socio-culturale) e Carlo ROMANO (Coordinatore scientifico dell'Associazione, docente di Psicologia dell'Educazione - Università di Palermo) animano le proposte di ACQUA LIQUIDA coadiuvati, di volta in volta, da collaboratori con competenze specifiche.

Per saperne di più: TEL. 091/214393

P.zza Zisa 19 -

90135 - PALERMO

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